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Il fotovoltaico arriva nel cloud

L’energia elettrica finirà nel cloud. Le trasformazioni in atto in questi tempi come BitCoin dell’energia, comunità solari, reti elettriche intelligenti con sistemi di accumulo e gestione attiva della domanda, piattaforme digitali per lo scambio di dati, saranno solo alcune delle modalità nelle quali si formerà la generazione energetica distribuita. E il cloud sarà una parte importante di tutto ciò. E:ON ha di recente lanciato un’iniziativa in questo senso che interessa chi possiede un sistema fotovoltaico domestico. Il nuovo servizio si chiama SolarCloud ed è in pratica un sistema elettrico d’accumulo virtuale nel quale si possono immettere le eccedenze d’energia elettrica prodotta del proprio sistema fotovoltaico. L’energia così messa al sicuro la si può, successivamente utilizzare, quando si ha un picco dei consumi o più semplicemente nelle ore serali.

Il nuovo servizio partirà ad aprile 2017 in Germania e sarà abbinato al sistema d’accumulo residenziale Aura, sviluppato da E.ON con Solarwatt, ma la prospettiva è quella ci realizzare una rete più ampia che consenta di : «abbattere le barriere delle forniture tradizionali», afferma in una nota E.ON che sta studiando anche nuove formule come l’utilizzo dell’elettricità presente nella “nuvola” per ricaricare l’auto elettrica, per offrire l’energia in più ad altre abitazioni o Pmi nelle vicinanze.

E.ON non è l’unica a pensare a ciò. Enel, per esempio, sta attivando, in Gran Bretagna e Danimarca un sistema di bilanciamento della rete che utilizza come “batteria diffusa” le auto elettriche quando non le si utilizzano e sono allacciate alla rete. Si tenga conto che il tempo medio d’utilizzo di un’autovettura in Europa è di un’ora al giorno. Con una tipica mossa win win, visto che l’utilizzo delle batterie con le ruote (le auto elettriche) sarebbe ricompensato con la ricarica gratuita che rappresenterebbe solo il 30% dei costi dei servizi di rete forniti dalla batteria. Pardon dall’autovettura. E da tempo si vocifera dell’arrivo del pezzo da novanta dell’e-commerce, Amazon, nel mercato dell’energia. Insomma lo scenario si sta rivoluzionando, ma una cosa è certa, in questa nuova dialettica dell’energia: la necessità di possedere dati – e quindi monitoraggi – sempre più affidabili, ma soprattutto “terzi”. Conoscere il comportamento del proprio impianto, la produzione media e istantanea nonché le possibilità di miglioramento dei rendimenti sarà sempre più necessario per far fruttare al meglio il proprio investimento sul tetto. Si tratti del tetto di casa o della propria impresa.

Sergio Ferraris
Sono nato a Vercelli, vivo e lavoro a Roma e faccio ilgiornalista scientifico occupandomi principalmente d’ambiente, energia, scienza e tematiche sociali correlate. Sono direttore della rivista edita da Legambiente e Kyoto Club, QualEnergia, dedicata al mondo dell’energia, che ha come direttore scientifico Gianni Silvestrini. Sono stato premiato come “Reporter per la Terra 2015” da Earth Day Italia e dal Ministero dell’Ambiente.

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