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Autoconsumo. Come fare e come migliorarlo

In un contesto come quello di oggi utilizzare il fotovoltaico è possibile, ma la carta vincente ora è quella dell’autoconsumo. La differenza tra il prezzo di vendita e quello d’acquisto dell’elettricità, infatti, è notevole e in quadro come quello di oggi, dove non ci sono incentivi in conto energia, la convenienza può diventare importante, specialmente se si abbattono i costi dell’impianto grazie alle detrazioni fiscali che però sono spalmate in dieci anni.

L’elettricità da fotovoltaico, però, è disponibile durante il giorno, per cui la prima cosa da fare quando si progetta un simile investimento è quella di studiare attentamente la realtà e le dinamiche dei propri consumi elettrici, dopo di che si può pensare alla loro alimentazione grazie ai pannelli fotovoltaici.

In linea di massima ci sono due grandi gruppi di consumo in un’abitazione. Quelli che non sono temporalmente trasferibili e che sono:

  • l’illuminazione;
  • l’elettronica di consumo;
  • i piccoli elettrodomestici da cucina;
  • frigoriferi e congelatori;
  • i forni e i fornelli elettrici.

Si tratta in pratica di quelle utenze la cui priorità d’utilizzo dipende dallo stile di vita, mentre quelli temporalmente trasferibili sono:

  • lavabiancherie e lavastoviglie;
  • sistemi di climatizzazione;
  • riscaldamento;
  • produzione d’acqua calda sanitaria;
  • ferro da stiro, aspirapolvere;
  • apparecchiature informatiche;
  • sistemi idraulici che usano elettricità.

Una volta mappato l’utilizzo su base giornaliera e settimanale al fine di rilevare i consumi anche durante il fine settimana, si può decidere come spostare i consumi per sfruttare al massimo la vostra elettricità prodotta dal Sole. È necessario tracciare una curva dei consumi e confrontarla con quella della produzione fotovoltaica e spostare i consumi per fare in maniera che le due curve siano il più possibile sovrapponibili.

I tre metodi di gestione sono:

  • manuale;
  • automatizzato;
  • con accumulo.

Il primo è abbastanza intuitivo, ma poco applicabile agli stili di vita moderni, ed è quello di utilizzare gli elettrodomestici in presenza della produzione d’energia fotovoltaica accendendoli e spegnendoli a mano.

Il secondo è quello di dotarsi di timer e prese radiocontrollate oppure di dispositivi che mettano in funzione un elettrodomestico quando l’impianto produce.

Il terzo è quello che prevede l’accumulo tramite batterie e che vedremo nei prossimi post.

Fondamentale è il fatto di prevedere a fare efficienza energetica e spostare i consumi sull’elettrico. Non andando verso il passato, magari con il vecchio scaldabagno elettrico a rsistenza, ma magari con un moderno scaldabagno a pompa di calore.

 

Sergio Ferraris
Sono nato a Vercelli, vivo e lavoro a Roma e faccio ilgiornalista scientifico occupandomi principalmente d’ambiente, energia, scienza e tematiche sociali correlate. Sono direttore della rivista edita da Legambiente e Kyoto Club, QualEnergia, dedicata al mondo dell’energia, che ha come direttore scientifico Gianni Silvestrini. Sono stato premiato come “Reporter per la Terra 2015” da Earth Day Italia e dal Ministero dell’Ambiente.

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