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Accumulo: quali sono le tecnologie ottimali

Accumulo

Come si fa a capire quali siano le tecnologie per l’accumulo ottimali, e quindi i pregi e i difetti dei diversi sistemi? Le funzionalità delle applicazioni dei sistemi d’accumulo si distinguono in due grandi categorie. Quella della potenza e quella dell’energia. La prima riguarda lo scambio di grandi potenze in tempi e risposte brevi, mentre la seconda è quella dei sistemi che sono in grado di offrire una potenza costante per un tempo prolungato.

All’interno della categoria dei sistemi di potenza troviamo altre due categorie quella relativa ai servizi dei rete, che risolvono cose come l’inerzia sintetica, la regolazione primaria di frequenza, la regolazione secondaria e terziaria, il bilanciamento e la regolazione di tensione e quella che fornisce ciò che gli anglosassoni chiamano la “power quality“, ossia che forniscono la qualità della tensione e la continuità del servizio.

Sono più complicati i sistemi in energia che forniscono la gestione “time shift” (ossia lo spostamento della fornitura d’elettricità nel tempo che nel caso del fotovoltaico significa produrre elettricità di giorno e rifornire le utenze di notte), l’integrazione con le fonti rinnovabili e la sicurezza del sistema elettrico.

Sono sistemi che danno vantaggi sia all’utenza sia alla rete, vantaggi che in quest’ultimo caso andrebbero riconosciuti, magari con incentivi mirati; visto che si tratta di servizi che generano valore e si tratterebbe di dinamiche “win win”, ossia nelle quali vincono tutte le parti in causa, in questo caso i produttori/consumatori d’elettricità e la rete, nelle quali i vantaggi sarebbero sia dal lato utente/produttore che vedrebbe riconosciuto l’investimento nell’accumulo e avrebbe maggiore flessibilità nell’utilizzo dell’impianto, mentre offrirebbe alla rete una maggiore capacità di gestione.

Il time shift, permette l’arbitraggio del prezzo energia, l’aumento della quota di autoconsumo, la riduzione della potenza impegnata e rende la curva di carico flessibile. Si tratta di funzionalità interessanti sotto al profilo dell’evoluzione del sistema elettrico, poiché permettono una maggiore libertà energetica, consentendo una riduzione dei prezzi unita a una maggiore stabilità. Ma è nel rapporto con le fonti rinnovabili che l’accumulo si esprime al meglio ed è su questo campo, assieme a quello relativo alla mobilità sostenibile che puntano le aziende.

La sua integrazione con le rinnovabili, infatti, consente la risoluzione delle congestioni di rete, una regolarità del profilo d’immissione in rete – lo sbilanciamento, che è uno dei principali problemi delle fonti rinnovabili come fotovoltaico ed eolico – e la regolazione del profilo di scambio dell’interfaccia alta/media tensione. Da non sottovalutare, infine, la sicurezza del sistema elettrico che l’accumulo in energia consente.

Sergio Ferraris
Sono nato a Vercelli, vivo e lavoro a Roma e faccio ilgiornalista scientifico occupandomi principalmente d’ambiente, energia, scienza e tematiche sociali correlate. Sono direttore della rivista edita da Legambiente e Kyoto Club, QualEnergia, dedicata al mondo dell’energia, che ha come direttore scientifico Gianni Silvestrini. Sono stato premiato come “Reporter per la Terra 2015” da Earth Day Italia e dal Ministero dell’Ambiente.

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